Mobilitazione Nazionale 24 novembre – Rassegna stampa

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Il Black Friday dell’università italiana (Il Fatto Quotidiano)
La protesta delle università: “Più risorse o ci fermiamo” (La Stampa)
Studenti per la terza volta in piazza. E atenei in rivolta contro lo sfruttamento (La Repubblica)
Università, professori e studenti: assemblea in via Balbi (Il Secolo XIX)

Università: professori, studenti e impiegati per rilanciarla (Il Secolo XIX)
Scuole e università in piazza per gli «stati generali dello sfruttamento» (Il Manifesto)
Scuola, mutande appese in Ateneo Ancona (Euronews)
Proteste anche negli atenei torinesi: “Ora un cambio di rotta” (TorinoOggi)
“L’ora del riscatto”: corteo di studenti per sostenere il diritto allo studio“ (Lecceprima)
24 novembre 2017, giornata di mobilitazione per il riscatto dell’università pubblica (Agenparl)
Mobilitazione a Palermo e Catania Contro il definanziamento degli atenei del Sud (MeridioNews)

Atenei si mobilitano: assemblee e lezioni sospese in tutta Italia (LiveUniCT)
Presidi, workshop e striscioni contro il definanziamento degli atenei del Sud (LiveUniPA)
Universitari contro “atenei di serie A e di serie B” (L’Urlo)
24 novembre, scatta la mobilitazione universitaria. Manifestazioni di protesta e assemblee in tutta Italia (Universita.it)
Studenti in corteo verso il Miur: “Non saremo i futuri schiavi” (RomaNotizie)

No, al definanziamento degli atenei del Sud”: studenti in presidio davanti all’Ersu (PalermoToday)
Hanno impoverito l’università. Blocchiamola, per farla ripartire (Left)
Risale l’Onda: «Salveremo l’Università» (Il Secolo XIX)
Tutte le università ferme il 24 novembre: è la “giornata del riscatto” (ROARS)

 

Diritto allo studio e finanziamenti: la protesta degli universitari siciliani (ilSicilia.it)
Il Riscatto dell’Università (La Nazione)

Giornata di Mobilitazione Nazionale – 24 Novembre 2017

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A seguito dell’Assemblea Nazionale – Insieme per il riscatto dell’Università Pubblica, si i propone di organizzare una

Giornata di Mobilitazione Nazionale
24 novembre 2017

La data del 24 è stata scelta per avere il tempo di curarne l’organizzazione e però anche per riuscire a influenzare la stesura definitiva della legge di bilancio prima della sua approvazione definitiva. Serve essere flessibili e usare le forze, diversificate, che abbiamo su tutto il territorio nazionale e quindi si propongono le seguenti modalità di mobilitazione, in ordine di priorità:

  • Chiedere agli Organi di Governo di ogni Ateneo di organizzare, nel giorno della mobilitazione, una conferenza di Ateneo sulla situazione drammatica i cui versa l’Università, bloccando tutta la didattica e ogni servizio, permettendo così a tutti (docenti, PTA, studenti, non strutturati…) di partecipare;
  • Organizzare in modo coordinato nazionale assemblee sindacali (convocate da tutti i sindacati che ci supporteranno), in modo che chi partecipa possa sospendere la propria attività per qualche ora, senza avere penalizzazioni sullo stipendio;
  • Organizzare assemblee di Ateneo e chiedere a ogni docente di rinviare le proprie lezioni che sono previste nelle ore dell’assemblea per partecipare e per permettere agli studenti di partecipare.

Fermare tutti gli Atenei italiani in contemporanea il medesimo giorno per tenere assemblee trasversali di lavoratori e studenti, per chiedere con forza, tutti insieme, un riscatto dell’Università Pubblica, sarà il primo passo per cominciare a farci sentire.

Per alcuni Atenei può sembrare tutto sommato una iniziativa da poco, in fondo si tratta solo di organizzare una nuova assemblea trasversale studenti e lavoratori, ma in altri potrebbe essere un’iniziativa inedita e l’inizio di una mobilitazione ampia e trasversale non ancora attivata. In ogni caso riuscire a coordinarci a livello nazionale non sarebbe scontato e soprattutto non è scontato che non si torni alla tendenza alla differenziazione e a proporre ognuno una propria data, con parole d’ordine e obiettivi diversi, perdendo l’unitarietà e l’effetto moltiplicativo che potrebbe avere un’iniziativa coordinata a livello nazionale nel medesimo giorno. Questa in fondo è l’assemblea di un movimento che non esiste ancora e che però vorrebbe esistere e abbiamo bisogno di dimostrare, a tutti ma anche a noi stessi, che abbiamo la capacità di creare un coordinamento nazionale e trasversale alle categorie e andare tutti insieme a una mobilitazione unitaria.

Tutti coloro che intendono dedicarsi all’organizzazione della giornata di mobilitazione ed essere inseriri nella mailing list per creare e mantenere un coordinamento nazionale della mobilitazione trasversale alle categorie possono farne richista scrivendo a riscattouniversitapubblica@gmail.com.

Se la versione definitiva della legge di bilancio non prevederà una netta inversione di tendenza delle politiche di riduzione di questi ultimi anni, che ci permetta di risalire la china e riportarci almeno verso il livello di investimento medio europeo, rilanceremo la mobilitazione entro la fine dell’anno e nel nuovo anno con nuove iniziative, trasversali e condivise, da discutere nelle prossime settimane e nella giornata di mobilitazione nazionae. Dovremo avere la capacità di unire la creatività degli studenti, la competenza di tutti i lavoratori dell’università e gli strumenti più attuali della comunicazione per far arrivare ovunque il nostro messaggio, con l’obiettivo di evitare che chi ha così mal governato il sistema universitario in questi anni, portandoci nella situazione di cenerentola d’Europa, possa avere ulteriori occasioni di fare danni.

Per avere informazioni sulle assemblee che saranno organizzate nella giornata di mobilitazione nazionale del 24 novembre vedi la pagina La Mobilitazione.

3 modeste proposte per migliorare il piano di reclutamento previsto dal governo

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Venerdì 10 novembre ADI, ARTeD, CRNSU, FLC-CGIL e Rete29Aprile  hanno inviato alle competenti commissioni di Camera e Senato una serie di proposte volte a rafforzare e migliorare il piano di reclutamento di 1600 ricercatori proposto dal governo nel “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” (DDL S.2690 in esame nelle commissioni del Senato).

Le nostre proposte mirano ad ampliare il piano di reclutamento, a stanziare risorse aggiuntive per un piano di reclutamento a regime e pluriennale e a rivedere i criteri di assegnazione degli RTDb, in maniera tale che le università che hanno subito le maggiori perdite di personale negli scorsi anni non siano ulteriormente penalizzate.

ADI, ARTeD, CRNSU, FLC e Rete29Aprile attendono con fiducia un riscontro positivo alle loro proposte da parte di tutte le forze politiche.

Qui di seguito il testo inviato ai deputati e ai senatori con le proposte delle cinque organizzazioni.


PROPOSTE UNITARIE DI EMENDAMENTO SUL RECLUTAMENTO

ADI – ARTeD – CRNSU –  FLC-CGIL – Rete29Aprile

Le sottoscritte organizzazioni, rappresentative dei precari della ricerca, dei dottorandi e dei ricercatori e docenti strutturati, propongono i seguenti emendamenti alla Legge di Stabilità 2017:

1. Ampliamento del piano di reclutamento di RTDb

Tenendo conto che nel corso del 2017 oltre 1700 docenti di ruolo degli Atenei italiani sono andati in pensione, e che almeno altrettanti pensionamenti sono previsti nel corso del prossimo anno, risulta evidente che i circa 1300 RTDb del piano di reclutamento attualmente previsti non sono assolutamente sufficienti a rispondere alle esigenze di personale.

Considerando inoltre l’elevato numero di ricercatori precari nelle Università, oltre 40.000, che sono da anni in attesa di una stabilizzazione, si propone di utilizzare la quota di bilancio annuale già impegnata per le cosiddette cattedre “Natta” (fortunatamente mai partite) per rendere più efficace il piano di reclutamento dei ricercatori di tipo “b”, passando da circa 1300 posizioni a circa 2500, o per ripetere un simile contingente per un secondo anno.

Si tratterebbe di un provvedimento assolutamente a costo zero ma dal grande significato politico, e rappresenterebbe per noi il segno di una reale volontà di imprimere un reale cambio di rotta nelle politiche su Università e Ricerca. Duplice perché risponderebbe a una richiesta largamente condivisa da tutte le associazioni del mondo universitario, con la cancellazione di un provvedimento, quello delle Cattedre Natta, che è stato bersaglio di unanimi e argomentate critiche.

Proposta di emendamento:

«Le risorse del fondo speciale denominato «Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta» di cui all’articolo 1, comma 207, della legge della legge 28 dicembre 2015, n. 208 sono trasferite stabilmente al Fondo del finanziamento ordinario delle università, nella misura di 75 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2018, con vincolo di destinazione per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia. L’assegnazione alle singole università dei fondi di cui al comma precedente è effettuata, entro trenta giorni dall’approvazione della presente legge, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi dell’articolo 1, commi 248 e 249, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.».

2. Assegnazione degli RTDb previsti dal piano di reclutamento

Il piano di reclutamento di RTDb previsto nella legge finanziaria 2015 ha portato ad un’assegnazione molto dei disuniforme dei ricercatori tra i vari Atenei, con una generale preferenza degli Atenei del centro-nord nei confronti del sud del paese. Il reclutamento di giovani ricercatori dovrebbe immettere nuova linfa nelle Università italiane: qualsiasi forma di reclutamento su base “premiale”, a prescindere dai criteri impiegati, è contraria al ruolo culturale e sociale dell’istruzione superiore.

Si propone, pertanto, di eliminare all’art 56 del DDL ogni riferimento ai risultati della VQR quale criterio per l’assegnazione degli RTDb previsti dal piano straordinario di reclutamento, e che tale assegnazione sia realizzata in modo da compensare la perdita di personale di ruolo che ogni Ateneo ha subito negli ultimi dieci anni (periodo 2008-2017).

3. Risorse aggiuntive per un piano di finanziamento pluriennale

Per rispondere in modo ancora più efficace alle problematiche di organico dei nostri atenei, che hanno perso dal 2008 circa 15.000 docenti e ricercatori di ruolo, si richiede che le risorse stanziate all’art. 121 della Legge 11 Dicembre 2016, n. 232, a decorrere dal 2018 siano impiegate per un piano di reclutamento pluriennale di RTDb nelle Università e per l’implementazione di adeguate misure a sostegno del diritto allo studio.

Proposta di emendamento:

«Le risorse stanziate all’art. 121 della Legge 11 Dicembre 2016, n. 232, sono trasferite stabilmente al Fondo del finanziamento ordinario delle università, nella misura di 75 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2018, con vincolo di destinazione per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia. Le ulteriori risorse stanziate all’art. 121 della Legge 11 Dicembre 2016, nella misura di 39,3 milioni di euro per il 2018, di 61,5 milioni di euro per il 2019, di 37,1 milioni di euro per il 2020, di 47,1 milioni di euro per il 2021, di 58,6 milioni di euro per il 2022 e di 65,3 milioni di euro a decorrere dal 2023 per ciascun anno, sono attribuite al MIUR con destinazione vincolata al sostegno del diritto allo studio. L’assegnazione alle singole università dei fondi di cui al comma precedente è effettuata, entro trenta giorni dall’approvazione della presente legge, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi dell’articolo 1, commi 248 e 249, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.».

ADI – Associazione Dottorandi e dottori di ricerca Italiani
ARTeD – Associazione dei Ricercatori a Tempo Determinato
CRNSU – Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Universitari
FLC-CGIL – Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
Rete 29 Aprile – Associazione Professori e Ricercatori Universitari

Consegnato il documento dell’Assemblea Nazionale al Presidente della Repubblica

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In occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico del Politecnico di Torino era presente il Presidente della Repubblica Mattarella. Ne abbiamo approfittato per consegnargli il documento dell’Assemblea Nazionale con le nostre analisi, le richiste e i grafici a sostegno.

Complimenti alla prontezza dei nostri studenti che sono riusciti a superare gli strettissimi vincoli del protocollo presidenziale.

Assemblea nazionale

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Nei prossimi giorni sarà resa pubblica la prima bozza della legge di bilancio e se il mondo universitario intende dare un contributo propositivo al riguardo, cosa oltremodo urgente, è necessario farci sentire ora. Per questo motivo proponiamo una

ASSEMBLEA NAZIONALE
degli studenti e i lavoratori in mobilitazione
POLITECNICO DI TORINO – 6 novembre 2017

per fare sintesi delle proposte di che stanno emergendo a livello locale e convergere su una grande azione di mobilitazione condivisa e nazionale da mettere in atto nel caso il testo della legge di bilancio che verrà approvato non risponda adeguatamente alle nostre richieste, che sono state espresse nella lettera aperta alla Ministra ( vedi https://politecnicoblog.wordpress.com/petizione/) e ricordiamo sono principalmente:

  • Aumentare significativamente il Fondo di Funzionamento Ordinario (FFO), cercando almeno di avvicinarci alla media europea;
  • Programmare un grande piano straordinario pluriennale di reclutamento di Ricercatori in tenure track per ringiovanire e aumentare la numerosità della docenza universitaria, con l’obiettivo di adeguare il rapporto numerico studenti/docenti del nostro sistema universitario a quello degli altri paesi europei;
  • Ridurre le limitazioni all’accesso degli studenti all’Università e investire maggiormente nel sostegno al diritto allo studio, nella residenzialità universitaria e in politiche mirate all’aumento del numero degli iscritti e dei laureati;
  • Investire nel finanziamento e nella valorizzazione del dottorato di ricerca, a cominciare dall’eliminazione delle disparità oggi esistenti fra i dottorandi;
  • Procedere celermente al rinnovo del CCNL 2016-2018 del personale contrattualizzato dell’Università e avviare un recupero progressivo del potere d’acquisto dei salari, perduto in 8 anni di blocco;
  • Riportare una ragionevole equità tra il trattamento economico dei docenti universitari e il resto del personale pubblico non contrattualizzato, in particolare riguardo il recupero dell’anzianità persa in questi ultimi anni;
  • Ripensare le modalità della valutazione, evitando un uso automatico degli indicatori al fine delle ripartizioni dei fondi e dei compiti di indirizzo del sistema;
  • Uscire dalla logica della concorrenza tra gli Atenei, i Dipartimenti e i ricercatori e riprendere a gestire l’Università Pubblica come un’istituzione nazionale con obiettivi di sistema e con la finalità primaria di fornire un adeguato e uniforme servizio all’intero paese, colmando il divario fra Atenei del nord e del sud Italia.

Vogliamo sottolineare e rendere pubblico quanto la legislazione attuale abbia profondamente modificato il modello di governo delle università e il metodo di reclutamento e di progressione del personale docente, generando evidenti criticità del sistema universitario italiano sia nella capacità attrattiva che nella capacità di motivare chi è in una posizione strutturata. In particolare uno dei problemi più pressanti sul sistema e sulla vita delle persone sono i tempi troppi lunghi necessari per passare nella figura di professore di ruolo e la mancanza di un’unica figura pre ruolo che possa andare a sostituire l’attuale eterogeneità di figure. Tali criticità dovranno essere al più presto corrette con interventi urgenti e puntuali e soprattutto dovranno essere oggetto di una discussione nazionale nella prospettiva di una riforma complessiva della docenza universitaria.

Il sistema universitario è un bene comune con un ruolo sociale insostituibile. Lavoriamo insieme per il riscatto dell’Università Pubblica.

Locandina PDF

Intervento di apertura (con relative slide)
Video dell’assemblea

La protesta dei docenti: da Torino la proposta di bloccare per un giorno tutte le università (La Repubblica)
Università, la mobilitazione nazionale parte da Torino (TorinoOggi)
Manovra: Link, insufficienti investimenti per l’università (Sole24Ore)
Oggi l’inaugurazione dell’anno accademico con il presidente Mattarella (LaStampa)

Lettera aperta alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

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In difesa dell’Università Pubblica

Lettera aperta alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

 

Come approvato dall’assemblea unitaria (studenti, docenti, PTA, personale non strutturato) tenuta al Politecnico il 18 settembre, è stata lanciata una raccolta firme su una lettera aperta da inviare alla Ministra per denunciare quelli che sono i più gravi e urgenti problemi che mettono a rischio il servizio al paese che è doveroso che fornisca l’Università Pubblica.

 

La lettera può essere firmata solo da singole persone, ma alcune organizzazioni universitarie si sono impegnate nel sostenerla. Per ora abbiamo avuto notizia del sostegno da parte di UDU – Unione degli universitariLink – Coordinamento Universitario, Rete 29 Aprile, ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, ARTeD – Associazione ricercatori a tempo determinatoFLC CGIL, CRNSU – Coordinamento Ricercatrici e Ricercatori Non Strutturati Universitari… ed è stato rilanciato anche da ROARS