Assemblea nazionale

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Nei prossimi giorni sarà resa pubblica la prima bozza della legge di bilancio e se il mondo universitario intende dare un contributo propositivo al riguardo, cosa oltremodo urgente, è necessario farci sentire ora. Per questo motivo proponiamo una

ASSEMBLEA NAZIONALE
degli studenti e i lavoratori in mobilitazione
POLITECNICO DI TORINO – 6 novembre 2017

per fare sintesi delle proposte di che stanno emergendo a livello locale e convergere su una grande azione di mobilitazione condivisa e nazionale da mettere in atto nel caso il testo della legge di bilancio che verrà approvato non risponda adeguatamente alle nostre richieste, che sono state espresse nella lettera aperta alla Ministra ( vedi https://politecnicoblog.wordpress.com/petizione/) e ricordiamo sono principalmente:

  • Aumentare significativamente il Fondo di Funzionamento Ordinario (FFO), cercando almeno di avvicinarci alla media europea;
  • Programmare un grande piano straordinario pluriennale di reclutamento di Ricercatori in tenure track per ringiovanire e aumentare la numerosità della docenza universitaria, con l’obiettivo di adeguare il rapporto numerico studenti/docenti del nostro sistema universitario a quello degli altri paesi europei;
  • Ridurre le limitazioni all’accesso degli studenti all’Università e investire maggiormente nel sostegno al diritto allo studio, nella residenzialità universitaria e in politiche mirate all’aumento del numero degli iscritti e dei laureati;
  • Investire nel finanziamento e nella valorizzazione del dottorato di ricerca, a cominciare dall’eliminazione delle disparità oggi esistenti fra i dottorandi;
  • Procedere celermente al rinnovo del CCNL 2016-2018 del personale contrattualizzato dell’Università e avviare un recupero progressivo del potere d’acquisto dei salari, perduto in 8 anni di blocco;
  • Riportare una ragionevole equità tra il trattamento economico dei docenti universitari e il resto del personale pubblico non contrattualizzato, in particolare riguardo il recupero dell’anzianità persa in questi ultimi anni;
  • Ripensare le modalità della valutazione, evitando un uso automatico degli indicatori al fine delle ripartizioni dei fondi e dei compiti di indirizzo del sistema;
  • Uscire dalla logica della concorrenza tra gli Atenei, i Dipartimenti e i ricercatori e riprendere a gestire l’Università Pubblica come un’istituzione nazionale con obiettivi di sistema e con la finalità primaria di fornire un adeguato e uniforme servizio all’intero paese.

Vogliamo sottolineare e rendere pubblico quanto la legislazione attuale abbia profondamente modificato il modello di governo delle università e il metodo di reclutamento e di progressione del personale docente, generando evidenti criticità del sistema universitario italiano sia nella capacità attrattiva che nella capacità di motivare chi è in una posizione strutturata. In particolare uno dei problemi più pressanti sul sistema e sulla vita delle persone sono i tempi troppi lunghi necessari per passare nella figura di professore di ruolo e la mancanza di un’unica figura pre ruolo che possa andare a sostituire l’attuale eterogeneità di figure. Tali criticità dovranno essere al più presto corrette con interventi urgenti e puntuali e soprattutto dovranno essere oggetto di una discussione nazionale nella prospettiva di una riforma complessiva della docenza universitaria.

Il sistema universitario è un bene comune con un ruolo sociale insostituibile. Lavoriamo insieme per il riscatto dell’Università Pubblica.

Locandina PDF

Intervento di apertura (con relative slide)
Video dell’assemblea

La protesta dei docenti: da Torino la proposta di bloccare per un giorno tutte le università (La Repubblica)
Università, la mobilitazione nazionale parte da Torino (TorinoOggi)
Manovra: Link, insufficienti investimenti per l’università (Sole24Ore)
Oggi l’inaugurazione dell’anno accademico con il presidente Mattarella (LaStampa)

3 pensieri su “Assemblea nazionale

  1. Claudio Marchese

    Grazie per quanto si sta facendo, tutti assieme, questa volta, ed ancora di più spero degli 11.000 dello sciopero.
    Scaduto il mio contratto sono fuori, ma ancora con il cuore dentro la formazione.
    Non dispero di poter rientrare, pur 63enne. Comunque continuo a spendermi in tale direzione.
    Un solo argomento, anche se capisco sia di lunga gittata, e non temporale se riusciremo ad avere governi degli di chiamarsi tali: sostituire la legge Gelmini che tanto danno continua a fare.
    Certo i punti principali su riportati e contenti nella lettera, sono capisaldi irrinunciabili della nuova legge.
    Non si può più rattoppare; è infatti l’obiettivo a dover essere sovvertito, perché quello “Gelmini” deleterio!

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  2. Claudio Marchese

    Bene, attendo che sia “moderato”
    Inizierei proprio dal modificare il burocratichese.
    “Vagliato” mi sembra più genuino.
    Poiché, non so perché o meglio, lo so, ma moderato mi sa tanto di aggiustato censoriamente.
    Faccio riferimento al significato 3 del Devoto-Oli 2015, digitale (in cui appare per chi non avesse tempo per consultare: centrista, conservatore e laddove invece per Vagliare; tra i sinonimi: soppesare. ponderare, giudicare)
    Comprendo la necessità di snellire, ma la responsabilità personale ed il non travisamento dei contenuti, ne la necessaria forza espressiva dovrebbero rimanere di proprietà dell’autore. e’ un diritto inalienabile, come quello di decidere di non inserire un commento monco o diminuito di forza.
    Che venga richiesto all’autore eventualmente di, su suggerimento, tagliare le parti ritenute lesive della dignità altrui o riformulare, secondo suo giudizio senza che venga persa la forza, perché il concetto va assieme alla forma espressiva, non esiste una asetticità, cosi come non esiste l’oggettività nella notizia riportata, anzi è proprio l’oggettività ad essere il peggior nemico del pensiero progettante. sarà per questo che tanti politici non hanno “la visione” ?. Ossia si sminuiscono nella gestione senza strategia di respiro.
    Mi scuso, ma ho una percezione “aumentata” della acquisizione di modi che sono frutto della cultura diffusa dall’ultimo ventennio e li ritengo responsabili di molto danno di funzionamento dei cervelli. Altra la schiettezza dei tempi della mia gioventù, dimenticata da antit coetanei che partecipavano persino con passione ed oggi trovo spenti!

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